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La Difesa delle Colture!

La normativa europea in materia di utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura ha come obiettivi prioritari la tutela della salute umana e la protezione dell’ambiente.

Tutela dell'uomo
In particolare con l’emanazione della Direttiva n.128 del 21 ottobre 2009 sull’uso sostenibile dei pesticidi per la prima volta la problematica dell’utilizzo ecosostenibile dei prodotti fitosanitari è affrontata in maniera organica. Difesa delle colture

Tutela Dell'ambiente
La norma si spinge oltre, individuando nelle tecniche di difesa a basso impatto ambientale, cioè la difesa integrata e l’agricoltura biologica, i sistemi produttivi da incentivare per ridurre l’impatto dell’uso dei prodotti fitosanitari sulla salute dell’uomo e sull’ambiente.

Ti siamo vicino nella progettazione degli impianti

Impianti vigneti e frutteti

Siamo impegnati da anni nella progettazione di interi vigneti per la coltivazione, sia di uva per la produzione di vino, sia di uva per il consumo a tavola. Portaci le tue idee, le trasformeremo in un vigneto produttivo e ordinato!

Uno Staff valido e competente
Siamo disponibili ad ascoltare ogni singolo cliente e a trasformare le vostre indicazioni in proposte adeguate alle esigenze di vigna o di impianto misto. progettazione di vigneti in campania

Precisione
Ecco un chiaro esempio di come dovrebbe essere un impianto di Vigneto a pergola o Guyot eseguito a regola d’arte.

Coperture Anti Sole

Impianto realizzato con una altezza massima fuori terra di mt 5,00, è indicato per proteggere tutti i frutteti coltivati con forma espansa come V o vaso o per piante ad alto fusto, vivai piante, colture a pieno campo.

Progettiamo coperture

Progettiamo insieme a voi il miglior sistema di copertura per le vostre colture:

  • Anti Sole

  • Anti Pioggia

  • Anti Grandine

  • Anti Insetti

Approfondisci
Copertura Anti Pioggia

La soluzione è la stessa di una installazione anti-grandine, una tenso-struttura consistente in una struttura di pali di cemento, collegati tra loro da fili e funi, tenuti in tensione da ancoraggi (ancora o piastre in cemento) installati nel terreno.

La progettazione continua con

Gli Impianti Irrigui

Con quale metodo irrigare le vigne

Irrigazione : Il Metodo Giusto

La vite è una pianta che tendenzialmente non necessita di essere irrigata, tuttavia la viticoltura sta subendo negli ultimi anni un processo di miglioramento tecnico che mira a rendere efficente e razionale la produzione di uve da vino e uva da tavola La necessità di ricorrere ai moderni metodi d’irrigazione dipende dalla necessità di monitorare e guidare la produzione, dalle condizioni climatiche delle zone a clima mediterraneo e infine dalle esigenze di mercato.

Con quale metodo irrigare le vigne?
Sicuramente il miglior metodo per irrigare, è oggi, l’irrigazione a goccia, che ha molteplici scopi tra i quali ricordiamo la gestione razionale della risorsa idrica, il controllo dello sviluppo delle piante infestanti, l’aumento di produttività.
Le soluzioni che si possono adottare per realizzare un impianto d’irrigazione su vite sono:

  • Irrigazione a goccia superficiale con ala gocciolante poggiata a terra lungo il filare.

  • Irrigazione a goccia con ali gocciolanti appese su fili tramite ganci.

  • Irrigazione a goccia con ali interrate in subirrigazione.

  • Solo per le uve da tavola, irrigazione fuorisuolo in idroponica.

I metodi sopra citati sono tutti validi, analizziamo però i vantaggi della subirrigazione. Essa consiste, nell’interramento dell’ala gocciolante alla profondità dell’apparato radicale attivo della vite e comporta molteplici vantaggi:

  • Risparmio delle perdite d’acqua per evaporazione superficiale. (15-30 %)

  • Alta efficienza.

  • Riduzione delle erbe infestanti in quanto si bagnano le radici e non la superficie esposta al sole.

  • Minor impatto visivo ed ambientale.

  • Minori ingombri nelle operazioni meccaniche.

  • Massima efficienza della fertirrigazione.

I prodotti per la subirrigazione sono concepiti e realizzati con meccanismi per prevenire la suzione di terreno in fase di spegnimento dell’impianto (gocciolatori forniti di sistema a membrana antisifone), l’intrusione delle radici (barriera fisica antintrusione), le perdite di carico (sistema di autocompensazione che al variare della pressione tra 0,5 e 4 bar eroga ai gocciolatori sempre la stessa portata).

Consulenza Specializzata per

La concimazione delle vostre colture

Devi concimare i tuoi terreni e non sai quale Concime utilizzare ? Del Vecchio Agri Servizi viene in tuo aiuto e ti guida indicandoti il tipo giusto di concime per il tuo terreno e le tue colture

Con la concimazione vanno soddisfatte le esigenze nutrizionali delle colture evitando il depauperamento del suolo e l’inquinamento dell’ambiente derivante dal sovraccarico di nutrienti nel suolo, il tutto, ovviamente, ponendo attenzione all’obiettivo economico del processo produttivo. Il mais è notoriamente una coltura ad elevata capacità produttiva: le esigenze nutrizionali sono pertanto considerevoli.

I consumi di elementi nutritivi sono tuttavia assai discontinui, sia per il diverso ritmo di crescita, sia per la variabilità delle esigenze nutrizionali nel corso delle varie fasi di sviluppo della coltura.

L’asporto di elementi nutritivi di una coltura di mais che produce 10 t/ha di granella secca è pari a 140 kg/ha di azoto, 60 kg/ha di fosforo e 50 kg/ha di potassio nel caso in cui si raccolga la sola granella e si interrino gli stocchi.

Se la pianta viene utilizzata intera come foraggio asporta 240 kg/ha di azoto, 100 kg/ha di fosforo e 210 kg/ha di potassio. L’apporto di elementi nutritivi può essere eseguito con fertilizzanti organici (letame, liquami, residui colturali) e chimici.

Azoto, fosforo e potassio

I tre macroelementi principali relativamente alla concimazione del mais sono l’azoto, il fosforo e il potassio.

L’azoto è l’elemento determinante per il risultato produttivo della coltura: influenza sia le rese sia la quantità di proteina grezza all’interno delle cariossidi. Il fosforo fa parte dei composti che regolano gli scambi energetici. Favorisce la crescita delle radici, la fioritura, la fecondazione e la maturazione. Il potassio regola tutti i processi metabolici: assorbimento dell’azoto, divisione cellulare, umidità delle foglie, attività fotosintetica, sintesi delle proteine. Esalta la produttività della pianta soprattutto dal punto di vista qualitativo.

L’azoto viene assorbito quasi esclusivamente in forma nitrica; in carenza di questo, e solo negli stadi giovanili della pianta, può essere usato l’azoto ammoniacale. Le esigenze di azoto per la pianta sono crescenti fino alla prefioritura, momento particolarmente critico nel caso in cui si verificassero carenze nutrizionali per quanto concerne questo elemento. Considerando che con la crescita fisiologica della pianta aumenta anche l’intensità di nitrificazione dell’azoto del suolo, occorre adottare strategie agronomiche tali da evitare che la nitrificazione avvenga prima che la pianta sia in grado di assorbirlo. Sono, a tal proposito, da sconsigliare concimazioni azotate troppo anticipate, soprattutto in climi caldi, molto piovosi, su terreni particolarmente permeabili o irrigati con elevati volumi di adacquamento.

Relativamente al fosforo gli stadi iniziali di sviluppo della pianta rappresentano il periodo più critico. Una carenza di tale nutriente all’inizio della crescita della pianta ha effetti più dannosi che non in seguito, pur essendo il ritmo di assorbimento del fosforo parallelo al ritmo di crescita del mais. Per quanto concerne il potassio l’assorbimento termina praticamente al momento della fioritura, e con l’interramento degli stocchi ritornano al terreno oltre i due terzi di quanto asportato dalla coltura. La quantità di nutrienti da fornire alla coltura si calcola sottraendo alla quantità necessaria alla coltura (asporti colturali + perdite) la quantità di cui è già dotato il terreno (nutrienti non utilizzati + residui della coltura precedente + mineralizzazione del suolo + residui della mineralizzazione dei fertilizzanti organici distribuiti negli anni precedenti).

Le distribuzioni di azoto minerale vengono di solito frazionate per evitare le perdite per lisciviazione e per evitare che la nitrificazione dell’azoto avvenga prima che la pianta sia in grado di assorbirlo (i concimi minerali azotati sono costituiti da azoto ammoniacale), cosa favorita da temperature crescenti. Un tipico frazionamento della concimazione azotata prevede l’apporto di metà della dose totale in presemina, al momento della preparazione del letto di semina, e l’altra metà in copertura allo stadio di 6/9 foglie.

Più il terreno è sciolto più è preferibile ridurre la dose in presemina e frazionare la dose in copertura, per evitare perdite per dilavamento. Per quanto riguarda i concimi minerali fosfatici e potassici, in quanto trattenuti dal terreno, necessitano di distribuzioni in presemina o pre-aratura. Relativamente al fosforo la concimazione localizzata alla semina ha buona efficacia ed è particolarmente indicata se non praticamente indispensabile nei casi di semine anticipate (permette di evitare, nel caso di ritorni di freddo la stasi vegetativa delle piantine) con l’unico inconveniente di ritardare leggermente l’emergenza nel caso di mancanza di pioggia per la competizione del concime nell’assorbire la poca acqua disponibile.

Relativamente ai fertilizzanti organici il letame va distribuito in pre-aratura, mentre i liquami possono essere distribuiti anche su terreno già lavorato e talora in copertura.

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